Carissimi amici,

rivolgermi a voi in questo momento è una cosa che faccio davvero molto volentieri: mi stimola, mi dà carica, mi rassicura! Voi mi avete insegnato che più delle parole sono importanti i fatti, che il pluricitato ‘Facts, not words’, è importante che trovi sempre immediata realizzazione. Gli daremo corpo anche noi, cercheremo insieme nuove vie da percorrere e cammineremo per quelle che ci sono indicate. Siamo parte di una rete immensa, che comprende 1.400.000 soci nel mondo, che sa attivarsi come nessun altro sa fare quando la necessità incombe, che sa dar vita ad iniziative di alto, unico spessore solidale. E proprio perché stiamo parlando di vie da percorrere, di iniziative cui dar vita desidero riportare qui le linee programmatiche presentate al congresso di Chieti, che meglio di ogni altra cosa riassumono la mia visione di Lionismo che amo condividere con voi, soprattutto con chi non era presente in quell’occasione.

Ho grande consapevolezza dell’importanza di questo momento, che è contemporaneamente punto di arrivo e di partenza. Punto di arrivo perché termina quel lungo periodo di formazione e di incontri predisposti da LCI: la nostra associazione ti prende per mano fin da quando sei eletto secondo VDG e si impegna al massimo per formare dei futuri governatori che siano leader capaci di lavorare al meglio delle proprie possibilità. Ma è anche, con il vostro consenso, punto di partenza di un percorso in cui ci sarà un nuovo leader e al suo fianco, non dietro, ci saranno tutti i soci del suo distretto.

 

Ho sempre pensato, e spesso l’ho dichiarato, che essere alla guida di un distretto come il nostro sia sicuramente qualcosa che emoziona: le fantastiche quattro anime del 108 A, così diverse, così pulsanti e vive, meritano una guida attenta, disposta all’ascolto e alla condivisione perché è nella condivisione che le anime si incontrano in percorsi comuni verso grandi obiettivi: una sorta di pellegrinaggio che ci conduce alla meta finale, la realizzazione di service importanti e concreti. Abbiamo appena scavalcato i primi 100 anni per entrare nel nuovo secolo e gettare le basi del lavoro dei prossimi decenni. Lions Forward, vale dire Lions in avanti, proiettati verso il futuro. Lions Forward, che è anche il piano strategico che guiderà il nostro sviluppo verso traguardi ambiziosi. è in atto un grande cambiamento che non ci deve trovare impreparati, perché il cambiamento o lo viviamo o ci sovrasterà. Siamo chiamati ad essere ancora più operativi e concreti, a raccogliere le grandi sfide dei service globali che saranno lanciati a Chicago: anche noi dovremo tenerli nella dovuta considerazione! Siamo chiamati al fare, ma che non sia un fare fine a se stesso. “La nostra è un’associazione di servizio pertanto il modo con cui tale servizio è reso è importante quanto il servizio stesso”.
Si legge in un allegato al XII capitolo del manuale del Consiglio di Amministrazione. E per rendere un miglior servizio possibile dobbiamo bandire ogni forma di improvvisazione, dovremo essere sempre più capaci di lavorare per progetti, dando vita a veri e propri piani di azione per realizzare programmi di qualità totale, richiamandoci ai principi dell’etica: è dall’etica che nasce il service! La nostra associazione ci vuole operativi sul territorio: mostriamo attenzione a quelli che sono i bisogni reali. E’ importante dare corpo al motto del centenario ‘Dove c’è bisogno, lì c’è un Lion’. Oggi, purtroppo, in una società attanagliata dalla crisi e, nel nostro caso, colpita da gravi disastri naturali ci sono tantissimi bisogni che non possono e non devono sfuggire ai nostri occhi attenti. La domanda non è più quella di una volta: i bisogni sono più ampi e complessi. Ci dicono che in cinque anni siano addirittura quadruplicati. Dovremo dimostrare di esserci: i club rafforzino il loro rapporto con la comunità e lavorino come hanno dimostrato di saper fare a fianco delle istituzioni. Bellissimo sentir dire da un sindaco intervenuto ad una nostra iniziativa: “La presenza di voi Lions in città si fa vedere e si fa sentire. Porto a voi tutti il saluto della nostra comunità”.
Nel contempo, però, non dimentichiamo la nostra matrice internazionale, in nome di quel LOCAL and GLOBAL che spesso ho citato in questo periodo e che potrebbe essere il motto della nostra futura azione. Siamo parte di “The International Association of Lions Clubs”. Le grandi campagne del passato, come quella del Sight First, quella in corso per debellare il morbillo hanno dimostrato cosa possiamo fare quando agiamo uniti. Da Chicago partiranno nuove grandi sfide, come la campagna contro il diabete e quella della oncologia pediatrica, che coinvolgeranno i Lions di tutto il mondo: anche noi dovremo raccoglierle, sviluppando nel contempo gli altri service del centenario. Il motore della nostra azione globale è la LCIF, definita nell’ultimo numero di “The Lions” INVESTIMENTO PER L’UMANITA’: sosteniamola come essa ci ha sostenuto, e non è la prima volta. Basti pensare che cosa è riuscita a fare da quando il terremoto ci ha colpiti e quanto è riuscita a raccogliere! Cifre sbalorditive! E a proposito di terremoto, continueremo la nostra opera in quei territori, dando vita ai nostri Borghi, ai nostri moduli, stando ben attenti a non sforare il budget.

Puntiamo sui giovani, che non sono spariti ma inglobati nel Global Service, cerchiamoli, rendiamoli operativi all’interno dei club. Coltiviamo i programmi Leo. Rimango incantata davanti a questi ragazzi che, in tempi come quelli correnti, impiegano il loro tempo per aiutare chi di aiuto a ha bisogno. Sviluppiamolo ulteriormente il programma Leo! Un club Leo è un grande onore per il club sponsor: accompagnarne i componenti nella crescita, dare ai suoi giovani associati l’opportunità di sperimentare la solidarietà e di sviluppare una leadership positiva significa contribuire allo sviluppo della società del domani, quella dove vivranno i nostri figli e i nostri nipoti. Leadership, Experience, Opportunity! Diamo loro l’opportunità di sperimentare concretamente una positiva leadership. Alla Conferenza dei Delegati questi ragazzi ci hanno dato un segnale ben chiaro scegliendo come loro TOD Wolisso.

Wolisso, che anche noi dovremo contiuare a sostenere: quei mille fra bambini e ragazzi hanno bisogno del nostro aiuto e della nostra attenzione per continuare a ricevere regolare istruzione. Siamo noi che possiamo fare la differenza sulla loro qualità di vita. Altra realtà che merita attenzione è quella di Corgneto, totalmente gestita da noi Lions: non dimentichiamo il ruolo che il villaggio ha svolto nell’emergenza terremoto. Corgneto si sostiene con il nostro appoggio, anche lì sono i Club che fanno la differenza. Crescita e retention continueranno ad essere primari. Continuiamo a crescere, in numero di soci e di club: puntiamo a dar vita ai club satelliti. Senza grandi sforzi e in maniera del tutto naturale quest’anno ne sono stati fondati ben due! Formazione: ce n’è bisogno, come c’è bisogno di un aggiornamento continuo, perché se il mondo cambia a grande velocità, anche la nostra assocazione cambia e si evolve. Perchè non pensare ad un ambito dove crescere lionisticamente in una sorta di formazione continua? Nel centenario che sta per iniziare la comunicazione prenderà nuove vie e nuove forme, basti pensare alla comunicazione digitale, ed è considerata fondamentale per raggiungere la sfida di 200 milioni di persone ‘servite’ all’anno per e dal 2021. Anche in questo campo dovremo stare al passo. Sappiamo bene quanto sia importante comunicare internamente ed esternamente. Nuova forma di marketing, è stata definita.

 

 

 

…Ogni socio Lions, ed in primis il Governatore, deve rappresentare il NOI e cercare quello che unisce e mai quello che divide, con responsabilità, disponibilità e dedizione.

In conclusione voglio ricordare che alla base di ogni nostra efficace azione deve esserci un nostro giusto atteggiamento personale: ben venga la critica, ci aiuta a crescere e amplia i nostri orizzonti, ben venga il confronto, ma teniamo lontani da noi ogni pretesa, ogni individualismo. Ho avuto il piacere giorni fa di ascoltare Don Ciotti, che ha aperto il suo intervento bellissimo con questa frase: “Oggi sono qui non a rappresentare un IO ma un NOI”. Ed ha continuato: “Il cambiamento ha bisogno del NOI, con l’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno.

Ogni socio Lions, ed in primis il Governatore, deve rappresentare il NOI e cercare quello che unisce e mai quello che divide, con responsabilità, disponibilità e dedizione. E allora sì potremo sognare ancora più in grande, accendere nuove luci, essere i principale riferimento dell’azione umanitaria, allora sì che potremo entrare con passo sicuro e a testa alta nel futuro”. A tutti voi, amici, va il mio più caro saluto: perdonatemi la retorica (generalmente mi è estranea!) ma vorrei avere braccia grandissime per abbracciarvi tutti! Buon lavoro!

Carla Cifola

Il motto del Governatore

We Serve

Se è vero che si comincia mesi prima a pensare al guidoncino, è altrettanto vero che anche la creazione del motto è cosa impegnativa perché anch’esso trasmette una filosofia, un pensiero, costituisce una metafora che deve comunicare con pochissime parole. In tutta sincerità devo dire che ne avevo pensati un paio che mi piacevano molto ma il nuovo Presidente Internazionale Naresh Aggarval mi ha tolto dall’imbarazzo della scelta. Già a Sofia, in occasione del Forum Europeo 2016, durante l’incontro con i primi governatori eletti, è stato molto chiaro: i Lions di tutto il mondo devono avere un solo motto, ed esso deve rappresentare la quintessenza dell’Associazione, la nostra ragione di esistere: il motto di tutti noi e dello stesso Presidente Internazionale, sarà ‘WE SERVE’, che sarà anche adottato dall’attuale 1VIP Gudrun Bjort Yngvadottir e dal 2 VIP Jung Yul Choi: un unico motto per tre Presidenti Internazionali e per i Governatori Distrettuali di tutto il mondo!
WE, la parola più usata dai Lions, che insieme pensano, agiscono, raggiungono risultati! WE, totalmente contrapposto all’I, che invece indica personalismo, individua- lismo. ‘Dobbiamo bandire l’io a vantaggio del noi. Siamo un NOI!’ Ci ha detto dal palco il futuro presidente internazionale, aggiungendo che qualsiasi motto, anche il più bello, racchiude in fondo una visione personale.
In quanto al SERVE, ha continuato, non occorre aggiungere molto: se non c’è il ‘serve’ non c’è il Lion. Noi esistiamo unicamente per servire!
Per dar prova della concretezza del suo pensiero Naresh Aggarwal ha puntualizzato che è proprio dall’immenso potere del noi che si sviluppa il potere dell’azione e quindi quello del service, che dell’azione è figlio diretto.

  • THE POWER OF WE
  • THE POWER OF ACTION
  • THE POWER OF SERVICE!

E allora avanti tutta, Lions di tutto il mondo, all’insegna del WE SERVE, per tanti tanti anni ancora di servizio comune in favore di chi non ha quello che noi abbiamo fortunatamente avuto!

Il Guidoncino

Il guidoncino, simbolo che comunica lo spirito di chi in quell’anno amministra e rappresenta il Distretto! Non è facile trasmettere attraverso quei pochi centimetri quadri una filosofia, un’idea, una interpretazione. Ho cominciato a pensarci e a riflettere su quello che avrei avuto piacere venisse rappresentato poi, così dal niente, è venuta un’idea, un’intuizione. Tutto quello che noi facciamo deve avere un grande significato, deve essere ‘service’. Noi esistiamo solo ed unicamente per fare service. Allora, perché non trasformare in service anche la realizzazione di un guidoncino? Non solo: nell’anno del centenario abbiamo il compito di diffondere sempre più l’ideale della nostra associazione, di farci conoscere, di ‘impattare’ il territorio. E allora, perché non andare là dove siamo poco conosciuti e presentarci per quello che siamo, per quello che facciamo?

 

A Civitanova dove sono nata e vivo ha sede un Istituto Professionale di cui uno degli indirizzi è il Grafico Pubblicitario. Quei ragazzi, quei giovani creativi sarebbero stati gli artefici del mio guidoncino. Tramite un bando di concorso li avrei coinvolti e avrei chiesto loro di rappresentare la nostra associazione: il vincitore avrebbe ricevuto un premio in buoni libro o per l’acquisto di materiale didattico. Ma per farlo dovevano prima conoscerci!

In un’aula gremita da ragazzi e ragazze del terzo e quarto anno e dei loro docenti mi sono apprestata a spiegare chi siamo, cosa facciamo e cosa abbiamo fatto in questi cento anni. Ho fatto vedere loro i nostri filmati e ci hanno visto all’opera nei casi di alluvioni e disastri, ci hanno visto con il giubbetto giallo fare screening oculistici, curare cataratte, consegnare pacchi viveri. Ci hanno visto consegnare cani guida, occhiali usati, materiale scolastico in zone disagiate in ogni parte del mondo. Hanno visto l’organizzazione dei nostri campi giovani. In pochissime parole: hanno visto chi siamo.

 

Abbiamo parlato del ‘local and global’, della nostra presenza sul territorio e della capacità di fare rete e agire a livello multidistrettuale e internazionale. Durante il mio intervento e la proiezione dei filmati nella vasta stanza non volava una mosca, l’attenzione è stata totale. Quando, finita la proiezione dei filmati ed esaurita la mia spiegazione, si sono accese le luci, un paio di ragazze piangevano commosse. E mi sono commossa anche io perché, credetemi, un conto è spiegare Shakespeare, Eliot, John Donne, Orwell e un conto è trasmettere un ideale! Ho affidato loro il compito di rappresentare quanto avevo comunicato e, vi assicuro, sono stati realizzati lavori bellissimi.

La scelta è stata davvero difficile ma il progetto di Antonio Liberati mi ha subito colpito moltissimo: rappresenta forza, agilità, movimento. Due leoni resi vivi da un incedere maestoso, uno che si è mosso nel passato, nei nostri primi cento anni di vita e di service e uno che sappiamo si sta muovendo verso il nuovo secolo, con altrettanto maestoso incedere e sicurezza. Antonio ha reso viva, agile, scattante la mission del Lions Internatioinal rappresentando nel contempo la nostra associazione come realtà forte e era. Grazie, Antonio, cercheremo di essere sempre come tu ci hai rappresentato.