Accanto alla nuova mensa solidale. A prova del grande spirito di solidarietà che anima il nostro Paese, la comunità del Rubicone da poche settimane ha organizzato, in questo anno difficile, una mensa solidale nel nostro territorio, coinvolgendo diversi comuni (Savignano s/R, San Mauro, Borghi, Sogliano a/R, Roncofreddo e ora Gatteo). Gli attori principali sono la Caritas diocesana di Rimini tramite le Caritas parrocchiali e l’associazione “Amici del don Baronio”.
Accanto a loro, conferma la sua presenza in sostegno il Lions Club del Rubicone.
La mensa, denominata “refettorio solidale” distribuisce pasti per tre giorni alla settimana (a breve verrà attivato anche un quarto giorno), a chi ne abbia bisogno per una situazione, anche temporanea, di indigenza. Le persone assistite sono segnalate dai servizi sociali locali o dai parroci o dalle Caritas. L’attività, che coinvolge oltre 50 volontari, è articolata; i pasti vengono preparati presso il Centro Diocesano di Rimini e poi trasportati a Savignano s/R, dove è presente la mensa aperta al pubblico e dove vengono anche preparate le consegne domiciliari a chi abiti nei comuni limitrofi e non possa spostarsi di persona. Durante questi tragitti è importante mantenere i pasti caldi, ed è per questo che il Lions del Rubicone è intervenuto, con il proprio contributo, donando dei contenitori termici professionali per il trasposto delle pietanze.
Iniziative solidali come quella realizzata da Caritas e Amici del Don Baronio si sostiene con l’aiuto di tutti, e anche I piccoli gesti consentono di rafforzare e crescere nell’impegno, e di raggiungere nuovi obiettivi per il sostengo al bisogno.

Consegnati il 6 marzo al presidente dell’Associazione Diabete Romagna, Pierre Cignani, il contributo di € 2.000,00 allo scopo di garantire l’assistenza domiciliare, di un anno, a 5 malati cronici, tutti residenti nei comuni della nostra area (Longiano, Savignano e Bellaria Igea Marina). Luigia, Kujtim, Anna Maria, Rino e Caterina, questi i 5 nomi dei pazienti che, affetti da forme particolarmente invalidanti della malattia, non sono in grado di spostarsi agevolmente, e necessitano dunque di ricevere le proprie cure presso le proprie abitazioni.

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